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Quaderni del Gruppo di Ur

XVII

IL GRUPPO DI UR

I Ediz.: Agosto 2006; II Ediz.: Giugno 2007; III Ediz.:Novembre 2007

Catena Magica

Ogni quaderno del Gruppo di Ur raccoglie, in forma organica e sintetica, quanto emerso nell'omonimo forum,
in relazione ad un determinato argomento. In esso si trovano, perciò, sia citazioni degli autori studiati, sia
commenti. I quaderni si devono considerare in continuo aggiornamento, dal momento che l'emergere di nuovo
materiale sull' argomento trattato può rendere opportuna una nuova edizione.

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INTRODUZIONE

A Renato Del Ponte

Dedichiamo questo Quaderno XVII al prof. Renato del Ponte (Lodi 1944), a cui si deve la prima seria
pubblicazione di un opera relativa al Gruppo di Ur (Evola e il Magico Gruppo di Ur, Borzano 1994).
Nella II ediz. è stata arricchita la sezione dedicata ad Ekatlos. Nella III ediz. è stato aggiunto il cap. 1.1 e sono
stati arricchiti i capitoli 4, 5 e 8.

Il presente quaderno è così suddiviso:
1) Considerazioni generali sul Gruppo di Ur
1.1Il Gruppo di Ur dopo la cessazione della rivista
2) I Membri dell'O.E.
2.1) Primo Sole e Nilius
2.2) Apro
2.3) Abraxa e Tikaipos
3) Ea e Iagla
3.1) Evola e la Grande Guerra
3.2) Evola e la Lega Teosofica
3.3) Evola Antidemocratico e Antifascista
3.4) Evola e l'Ordine Egizio
4) Es
5) La Componente Pitagorico-Massonica
6) Gli Antroposofi
6.1) R.Steiner e il Memphis-Misraim
6.2) Steiner venne in Italia - Elika del Drago (Alba)
6.3) Emmelina de Renzis e Giovanni Antonio Colonna di Cesarò
6.4) Leo, Breno e Krur
6.5) Arom, Oso e Taurulus
7) I Cattolici
7.1) Havismat
7.2) Sirio, Sirius e Sagittario
7.3) Nicola Moscardelli: Giulio Evola
8) I Polari: Agarda, Zam e De Naglowska
9) Ekatlos
10) Rud
11) Gli Altri di Ur

A differenza del criterio seguito per le discussioni, non abbiamo indicato gli autori dei saggi monografici
presenti in questo quaderno. Si sottintende che, ove non diversamente indicato, autori ne siano i membri del
forum che hanno assunto i medesimi pseudonimi dei personaggi di cui si tratta. Da notare che spesso essi
hanno collaborato reciprocamente nella stesura dei saggi medesimi.

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6) Gli Antroposofi

Giovanni Colazza (1877-1953)

La componente antroposofica è quella numericamente preponderante tra gli autori che scrissero nelle riviste
Ur/Krur: Alba (Elika del Drago), Leo/Krur/Breno (Giovanni Colazza), Oso/Arom (Arturo Onofri), Gic (Girolamo
Comi), Arvo (Giovanni Antonio Colonna di Cesarò), Taurulus (Corallo Reginelli). Nelle successive edizioni di
Introduzione alla Magia si aggiunse Massimo/Maximus (Massimo Scaligero).

6.1) R.Steiner e il Memphis-Misraim

L'impulso al rinnovamento spirituale dato da H.P. Blavatsky, fondatrice della Società teosofica (1875), indusse
Rudolf Steiner (Kraljevicz 1861- Dornach 1925) ad aderire alla medesima Società, nell'ambito della quale,
secondo le sue più intime intenzioni, le persone si sarebbero però dovute orientare verso una spiritualità di tipo
rosacrociano. Tenendo presente quest'obiettivo, egli dotò la sezione tedesca della Società Teosofica, di cui
divenne Segretario Generale, di una Scuola Esoterica: si trattava della medesima istituzione fondata da
Madame Blavatsky nel 1888, poi passata sotto la guida di Annie Besant, e della quale Steiner nel 1904 fu
nominato dirigente distrettuale (Arch-Warden) per la Germania e l'Austria. La Scuola Esoterica era strutturata
in tre classi e le ultime due costituivano il cosiddetto "Gruppo di lavoro del culto della conoscenza". Steiner si
sforzò apertamente di introdurvi il simbolismo e la pratica massonica. Per far questo, si collegò con la
massoneria del Rito di Memphis-Misraim, che faceva capo a John Yarker (1833-1913). Ne troviamo un
accenno nella sua autobiografia ("La mia vita", Ed. Antroposofica-Milano, cap. 36 ) ove Steiner parla
brevemente di una sua adesione "ad una società che apparteneva alla corrente rappresentata da Yarker ed
aveva le forme massoniche dei cosiddetti Gradi Superiori".
Del resto, Yarker rivestiva anche la carica di dirigente della Società Teosofica, essendo in stretti rapporti con
H.P. Blavatsky, la quale era a sua volta legatissima al Generale Garibaldi, (lo aveva addirittura seguito nella
battaglia di Mentana) che, a Napoli nel 1881, aveva unificato i due Riti di Memphis e Misraïm. Non è un caso
che Rudolf Steiner, il quale non poté mai conoscere personalmente Garibaldi, soprattutto nei sei volumi
intitolati "Considerazioni esoteriche su nessi karmici", mostri grande ammirazione per il generale italiano,

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riconoscendogli una fondamentale azione sottile, oltre che materiale, per l'ottenimento dell'unità d'Italia.
Steiner, ricevuta da Yarker una patente del Rito unificato di Memphis e Misraïm, tenne tra il 1904 e il 1905, ai
Fratelli tedeschi del Rito, alcune serie di conferenze poi raccolte nei due volumi "La leggenda del Tempio" e
"Natura e scopo della Massoneria". In esse affermò come autentica la derivazione dei Rituali del Memphis-
Misraïm dalla somma Saggezza Spirituale dell'Antico Egitto. Inoltre, in diverse sue opere, egli ha evidenziato
certe occulte similitudini, esistenti tra l'epoca egiziana e quella moderna, nella quale verrebbero ad attuarsi
alcuni germogli occulti "piantati" durante l'antica civiltà egizia. Nell'ambito delle attività del Rito, Steiner
conobbe, tra gli altri, il Barone Alexander von Bernus (1880-1965), che divenne suo fedele discepolo. Agli
incontri dei due, presso il castello dei von Bernus, a Neuburg, presenziò spesso anche Gustav Meyrink.

6.2) Steiner venne in Italia - Elika del Drago (Alba)

Volendo approfondire quanto detto, osserveremo che il Memphis-Misraim tedesco era guidato da Theodor
Reuss (1855-1923), grazie ad un attestato di John Yarker, datato 24 Settembre 1902. Reuss ricevette poi il
permesso di Yarker di costituire il suo Sommo Santuario il I Luglio del 1904. Come abbiamo già accennato,
Rudolf Steiner e Marie V. Sivers divennero membri del Memphis-Misraim il 24 Novembre 1905. Ricevettero
entrambi un attestato di Deputato Gran Maestro (30°, 67°, 89°) il 3 Gennaio del 1906, che attribuiva loro
l'autorità di agire come 33*, 90°, 96° quando avessero raccolto più di cento membri nella loro Loggia "Mystica
Aeterna" (M.E.) detta anche "Misraim Dienst" (M.D.) a Berlino. Questa Loggia, sul versante teosofico, non
era altro che la "Scuola Esoterica", della quale abbiamo già parlato, e nella quale Steiner intendeva innestare
gli Arcana Arcanorum del Misraim. Attese invano tale trasmissione da Reuss, finchè, l'8 settembre del 1906,
Emil Adriany (30° e membro del Golden Dawn) informò Steiner che il Sommo Santuario di Reuss mancava di
questo insegnamento. Di conseguenza, nello stesso anno, Steiner fece capire a Reuss che intendeva prender
le distanze dai suoi ordini, per cercare da solo quel che gli occorreva. Franz Hartmann (Emanuel), "Gran
Maestro Generale Onorario" dell'Ordine, fino alla sua morte avvenuta il 7 agosto 1912, indicò a Steiner l'Italia
come la fonte dell'agognato insegnamento, cosa che del resto fece anche, per un pubblico più vasto, in libri
come "Un'avventura tra i Rosacroce".
Alla morte di H.P. Blavatsky, la direzione generale della Società teosofica fu assunta prima dal Colonnello
Olcott e poi (1907) da Annie Besant. Steiner si mostrò critico nei confronti delle teorie ufficiali annunciate dalla
Besant, soprattutto per quanto riguardava la Cristologia e il ruolo attribuito, dal 1909, al giovane indiano Jiddu
Krishnamurti (1895-1986), presentato come una nuova incarnazione del "Maestro del Mondo". Un altro
teosofo tedesco, Hübbe-Schleiden, cercò allora di costituire un gruppo fedele alla centrale di Adyar, integrato
nell'Ordine della Stella d'Oriente, creato come supporto a Krishnamurti.
Nel medesimo periodo, tramite Franz Hartmann, Steiner ebbe il suo contatto in Italia con l'O.E., nella persona
di Elika del Drago, principessa d'Antuni e venne in Italia ripetutamente negli anni 1909, 1910, 1911 e 1912,
per ricevere, dai delegati dell'O.E., le effettive pratiche, inerenti ai gradi 87, 88, 89 e 90 di Misraim. Di Elika del
Drago Ur (1927) pubblicò l'insegnamento De Naturae Sensu, sotto lo pseudonimo di Alba, giacchè ella
rappresentò realmente l'alba dell'antroposofia in Italia.
Nel 1909, Steiner soggiornò tra la fine di Marzo e gli inizi di Aprile a Roma, tenendo anche una serie di
conferenze, alcune nel palazzo della principessa e altre nella sede del Gruppo Roma, affiliato alla Lega
Teosofica Indipendente di Decio Calvari. In quella circostanza, Steiner incontrò, tra gli altri, il chirurgo
Giovanni Romano Colazza, allora massone e vicepresidente del Gruppo Roma, nonchè collaboratore,
assieme a Giovanni Amendola, della rivista di ispirazione teosofica "Nuova Parola".
Nell'Aprile del 1910, ritornando in Italia, Steiner tenne tre nuove conferenze nel palazzo della principessa Del
Drago e una presso la sede del Gruppo Roma, seguita da una di Colazza dal titolo "La Respirazione e
l'Occultismo", ove egli concordò con Steiner sulla necessità di utilizzare, in Occidente, forme di meditazione
differenti da quelle orientali propugnate da Annie Besant. Nel riassunto della conferenza, pubblicato in
"Movimento teosofico" di "Ultra" del Maggio-Giugno 1910, Colazza diceva: "Il voler applicare esclusivamente i
metodi indiani nel nostro tempo e alla nostra razza, significa non tener conto né dell'evoluzione che ha
modificato considerevolmente la possibilità del nostro organismo, né delle nuove correnti spirituali immesse
nel mondo".
Un gruppo di studio cominciò così ad incontrarsi in casa della principessa Del Drago. Steiner, tornando in Italia
nel 1911, fondò a Roma il "Gruppo Novalis" e incaricò Giovanni Colazza di presiedere questo primo nucleo
teosofico italiano di ispirazione rosacrociana, al quale donò la meditazione, e il relativo mantra, "Nel segno
della Croce circondata di Rose".
In Germania crebbero le tensioni fra Hübbe-Schleiden e Rudolf Steiner. L'8 Dicembre 1912, il direttivo della
Sezione tedesca, controllato da Steiner, dichiarò l'espulsione dalla propria sezione di tutti quei membri che
aderivano contemporaneamente all'Ordine della Stella d'Oriente e nel Gennaio 1913 venne respinta la
richiesta di Hübbe-Schleiden di partecipare all'XI Assemblea generale della Sezione tedesca della Società
Teosofica. Nello stesso mese, Annie Besant chiese che le fosse restituita la "Carta di Fondazione" della
Sezione Tedesca.

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nervoso della percezione dei colori, anche da un punto di vista matematico, che gli permisero di ottenere, per
le loro applicazioni, una dozzina di brevetti relativi alla cinematografia e alla televisione a colori. Dopo aver
partecipato anche alla II Guerra Mondiale nella difesa antiarea, si trasferì definitivamente negli Stati Uniti,
paese che aveva già visitato nell'anteguerra. Una summa della sua vita e della sua visione del mondo si trova
nel suo libro - "Liberazione. Avventure e misteri nelle montagne incantate", Belluno 1985. Si leggano, in
particolare, capitoli come "La ricerca della liberazione", "Dai misteri del Tao e del Nirvana alla liberazione",
"Come la montagna e lo yoga convergono nella grande liberazione".

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11) Gli Altri di Ur

Molti altri personaggi gravitarono attorno all'attività del Gruppo di Ur. Diversi tra loro non hanno collaborato alla
rivista. Due collaboratori che invece apparvero con i loro nomi effettivi sono Olga Resnevic e Bruno Cicognani.

OLGA RESNEVIC

Nel secondo volume di Ur (Edizione Tilopa), nella prefazione al brano "Il Demone delle Nevi", tratto dalla Vita
di Milarepa, si legge: "La presente traduzione, non essendo riusciti ad avere il testo tibetano, è stata eseguita
per Ur da O.Resnevic e J.E. sulla base di quella tedesca, oggi divenuta assai rara, di Laufer (cit., ed. 1922)".
Olga Resnevic Signorelli (1883-1973), nata in Lettonia, laureata in medicina e appassionata di teatro, fu
medico della Compagnia dei Balletti Russi. Sposata con Angelo Signorelli (1876-1953), anch'egli medico (1) e
collezionista d'arte, s'insediò a Roma nel 1909. Lei e il marito furono tra i pochi collezionisti attivi negli anni
Dieci e Venti e diedero vita, in via XX settembre, nel Palazzetto Bonaparte, a un salotto artistico e letterario,
che vide la presenza di diversi personaggi rappresentativi del Novecento italiano: De Chirico, Savinio, De
Pisis, De Pero, Carena, Spadini, Soffici, Oppo, Melli, Ferrazzi. E' appunto nell'ambiente artistico romano che
ella conobbe J.Evola. Fu traduttrice in italiano di autori russi, quali Dostojevskij, Tolstoj e Cechov. Del primo
autore tradusse anche "Gli Ossessi", ma non in tempo perchè potesse essere utilizzato da Ur. Infatti, sempre
nel secondo volume di Ur (Edizione Tilopa), nel saggio, firmato Arvo, "Kirilloff e l'iniziazione" si legge in nota:
"Uso la traduzione francese di J. Chuzewille (ediz. Bossard, Paris 1925), non avendo avuto modo di vedere
quella italiana recentissima a cura di O.Resnevic". Nelle edizioni successive di Introduzione alla Magia,

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scompaiono entrambi i riferimenti alla Resnevic (tanto nella prefazione a Milarepa, quanto nel saggio su
Kirilloff).
La Resnevich, nel 1915, conobbe Eleonora Duse (1858-1924), rimanendo legata all'attrice da una viva
amicizia. E' autrice di ben tre biografie sulla Duse, la prima delle quali, edita nel 1938, conobbe uno
straordinario successo in Germania nel 1943.
Nella seconda metà degli anni trenta, collaborò alla rivista "L'Almanacco della donna italiana" (Firenze
1920-1943), scrivendo una serie di articoli sulla cultura e sulle donne russe.
La figlia di Olga e Angelo, Maria Signorelli (Roma 1908 - 1992), si dedicò all'arte realizzando, tra le altre cose,
dei famosissimi burattini.

(1) Da lui prende il nome, in medicina, il "Segno del Signorelli", cioè l'estrema cedevolezza a pressione del
punto retromandibolare, che si manifesta nelle meningiti.

BRUNO CICOGNANI

Bruno Cicognani (1879-1971) nacque a Firenze. Iniziò la sua attività letteraria scrivendo raccolte di racconti
come Sei Storielle di Nuovo Conio (1917), Gente di Conoscenza (1918), Il Figurinaio e le Figurine (1920). Poi
scrisse romanzi come La Velia (1923), Villa Beatrice (1931), L'età favolosa (1940), quest'ultimo autobiografico.
Le opere più tarde si orientarono verso lo spiritualismo cristiano: Viaggio nella vita (1952), La nuora (1954).
Del 1957 è uno scritto per il teatro: Yo, el Rey (1957).
La rivista Krur pubblicò, in anteprima, la traduzione dal latino di Cicognani dei primi sei paragrafi di quella
«elegantissima oratio» di Giovanni Pico della Mirandola, intitolata dai posteri «De hominis dignitate», eseguita
sull'edizione di Basilea del 1601. L'edizione completa, sempre a cura di B. Cicognani, uscì nel 1943, tra le
pubblicazioni dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze.
Scritta nel 1486, Giovanni Pico l'aveva concepita come prolusione introduttiva alla disputa che intendeva
sostenere al convegno dei dotti del 7 gennaio 1487, a difesa delle sue «Novecento tesi» sulla filosofia, la
teologia e la cabala. Ma il convegno non ebbe mai luogo, perchè, come è noto, la pubblica discussione delle
tesi venne sospesa, per decreto papale. L'orazione è considerata da diversi studiosi contemporanei come un
vero e proprio «Manifesto del Rinascimento». In essa si afferma il potere magico dell'uomo di diventare ciò che
vuole, fino a quella unitas spiritus con la divinità, che gli permette di sovrastare ogni cosa.
Dal punto di vista grammaticale, Cicognani è uno di quegli autori che scrivono, similmente a Ercole Quadrelli
"ha" e "ho" senza la acca e con l'accento (à; ò). Ad es., nel quinto paragrafo si può notare l'espressione "T'ò" al
posto di "Ti ho".

Un'altra Ur

Quest'anno è morto ISIDORE ISOU (Botosani, Romania 1925 - Parigi, 2007). Anche lui scrisse sulla rivista Ur,
ma ovviamente non quella di Evola e Reghini (nel 1927 aveva solo due anni), bensì in quella omonima fondata
da Maurice Lemaître (nato a Parigi nel 1926), una rivista letteraria ed artistica, della quale uscirono due serie,
una iniziata nel 1950 e l'altra nel 1964. Se Evola appartenne alla prima generazione del Dadaismo, Isou fu uno
dei maggiori rappresentanti della seconda, proclamando la dittatura ... della lettera!

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